http://docs.google.com/Presentation?id=dgdsncf6_9ftr2bvg4#

oggi voglio fare un regalo a tutti. today i want to gheschenk everybody.

voglio che tutti siano un regalo. e trasferirsi in un altra città non risulta esser così male. che i cieli che vedi non sono quelli di casa tua, ma sono benissimo quelli che hai sempre visto da piccolo nei cartelloni pubblicitari messi a fotomontaggio dietro i prodotti. Roma.Berlino.Bangkok. che importanza fa, abbiamo sempre il tempo di danzare all’angolo della strada. battendo sui tacchi: compriamoci un impermiabile.
sguardo serio, sorriso al cielo, primo regalo:
http://www.myspace.com/marzipanmarzipan
e in questo piccolo spazio, hai il piacere di sentire il freddo in casa sulla spalla colla maglietta a bretelle. basta vi do l’altro regalo.
http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewProfile&friendID=67677746
e tutto va letto con questo http://thiazitch.free.fr/dewplayer.swf?mp3=http://storage.peppermillrecords.com/thebox/B3-Thiaz_Itch-Earth_Wind_and_Fire.mp3&showtime=1&volume=99
ma perchè non vi ascoltate vedete tutto questo?
e ora basta. un ora di tempo a star seduti, sulla sedia più scomoda di tutta la casa staccata dal tavolo, al centro della stanza.
partite
Inserito in berlin, experimental
<!– @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } H5 { margin-bottom: 0.21cm } –>
dimmi di te
ke bello
passeggiate lunghe ma mai abbastanza
occhi che non sanno dove andare
ihihih
iihh
la foto???
aaaaaaaaa
musica tecno anche dal chebabbaro turco
ritmi punk nel magazzino di vestiti al kilo
aaaaaaaa
obiettivo macchian fotografica rotto
posso scattare solo con il massimo zoom
l antenne come so-?
scura, tanto scura…lampioni con luce di fiammifero
foto difficili, bella sensazione

das kleine field recording festival è un appuntamento, forse mensile, dove i concerti sono fatti per l’80 percento di field recording, come l’acqua nell’uomo. gli artisti cosi si esprimono, cercano di raccontarsi, mixando i paesaggi sonori che normalmente ascoltano.
Inserito in berlin
Etichette Add new tag, berlin, performance, recordings, rumore
Lo spiro (Wehende) ascolta,
L’ininterroto messaggio che dal silenzio si crea
R.M.Rilke, prima elegia duinese
- Cosmesi semiotiche
Vi sono tanti tipi di silenzi. Proprio in quanto al silenzio si associa la sottrazione della parola, i significati che veicola tale assenza si fanno di una molteplicità ancora più irregolare dei molti significati che le parole “normali” possono veicolare. Spesso al silenzio si associa una accesa dilatazione dello sguardo o una sua totale assenza: in mezzo una molteplicità di occhi-occhiate-occhiaie. Introdurre la polifonia del silenzio non è un paradosso, dunque. Né un ossimoro. La polifonia del silenzio introduce la complessità del linguaggio che comunica anche – e a volte soprattutto – in assenza delle parole.
Inserito in imported
Etichette arpocrate, multividuo, polifonie, semiotiche, silenzi
Massimo Canevacci è docente di sguardi, nuove antropologie, comunicazioni digitali e metropolitane.in quelle zone di confine , dove i signficati si fanno performanti e le relazioni tra le cose sembrano quasi segrete, lui ha insegnato, scritto libri, danzato.
linko all’articolo su liberazione http://www.liberazione.it/giornale_articolo_ricerca.php?id_articolo=416141
e alle registrazioni del suo ultimo corso alla Sapienza (Roma) , Feticismi visuali tra corpo e metropoli , disponibile anche in podcast su itunes.
recordings:
http://www.archive.org/details/FuneralBororoGarcas2007
slides (auf Deutsch):
http://www.slideshare.net/Antropologiaculturale/choro-bororo-deutch-presentation
Otto giorni a Berlino trasmettono un grande senso di spazialità; la sensazione di città “slargata” che accompagna l’impatto con la metropoli col tempo cede il passo all’ acclimatazione alle facciate spaziose degli edifici, i marciapiedi larghi, le chiese rosse di mattoni enormi, le proporzioni aumentate nelle quali i suoni si rincorrono netti acquistando un riverbero particolare.
Otto giorni fa sono arrivato a Berlino e lo stare qui si sta trasformando in un lento apprendimento a intuire una città, di cui l’essenza è un gioco danzante di segni, di incomprensioni, di apparizioni. Leggi l’articolo completo
Ques’articolo è stato pubblicato per la prima volta nel 2004 su mediazone.
25/05/2004
La frase: “La musica é un linguaggio universale”, è un luogo comune che si sente ancora troppo di frequente
Murray Schafer (2001:356)
1. panorami acustici
L’ascolto etnografico della musica si configura come dimenticanza attiva. Ciò vuol dire che, oltre all’interpretazione e alla costruzione, un approccio antropologico alla musica – un sentire che non si restringe all’orecchio ma che coinvolge l’intero tessuto corporale – è alla ricerca multi-sensoriale di ascoltare l’inascoltabile. Cercare di immaginare quello che ancora non è stato immaginato.
Inserito in epistemologic, imported
Etichette aphex twin, beethoven, bororo, etnografie, Lynch, murray schafer, soundscapes